Donate il vostro sangue!


Donate il vostro sangue! – dice nei suoi annunci mattutini a chi si alza presto. La borghesia di solito prende molto sul serio questo genere di appelli dal momento che – al di là del gesto umano – essa promette davvero di dissanguarci nel prossimo futuro, al pari di vampiri dell’ultima ora affatto timorosi della luce del sole.


Le elezioni politiche del 2006 sono state vinte dal blocco liberal-socialdemocratico, per cui il MSZP (Partito Socialista Ungherese) ha fatto pulizia della sovvenzione di 969,2 milioni di fiorini che gli spettavano, al pari dei liberali della Alleanza dei Liberi Democratici (a cui sono andati 282 milioni di fiorini): il branco di cavallette ha già iniziato a banchettare con il nostro futuro. Il governo, in riferimento alle stime sul deficit dello Stato, sta pianificando una stangata sui prezzi per l’autunno. Il che fa il gioco dell’opposizione di centro-destra, la quale sostiene che il blocco liberal-socialdemocratico, vincitore delle elezioni, era stato reticente sul vero stato delle finanze dello Stato e del deficiti pubblico, per cui la destra sta recuperando in popolarità e si presenta alle elezioni locali forte delle sue posizioni conservatrici. Il Primo Maggio, i sindacati hanno messo la testa fuori dal guscio: hanno radunato quelle poche centinaia di lavoratori cretinizzati che non riescono a vivere senza i loro sindacati, per manifestare contro la disdetta della legge fatta dai cosiddetti „datori di lavoro” e per chiedere „equità salariale”. I clowns bolscevichi di Attac hanno manifestato insieme con i sindacati in una gara di emulazione carnevalesca. Al di là di questa emulazione vi è un aumento degli iscritti, a cui si accompagna la raccolta delle quote di partito e il fiorire di un sistema corporativo.


Oggi, ¼ dei salariati ungheresi (1 milione di persone) fa lavoro nero. Sono lavoratori totalmente sfruttati e senza tutele che non accedono a nessun diritto borghese al compimento dell’età pensionabile (infatti spesso muoiono prima). Non hanno una pensione e non hanno un’assicurazione sanitaria – per cui i demoni del corpo, i ridanciani bacilli capitalisti delle malattie ne faranno gozzoviglia. Donare il sangue, perchè la fabbrica capitalista possa continuare ad operare! In base alle statistiche ufficiali, durante i primi 3 mesi del 2006, nei luoghi di lavoro vi sono stati 4600 casi di violazione dei diritti sull’orario di lavoro e sugli straordinari. Si tratta di cifre imprecise, poichè in realtà vi è una grande quantià di lavoro straordinario solitamente non retribuito. I sindacati chiedono che nei posti di lavoro si applichino pienamente le leggi. Invece noi vorremmo vedere la dialettica del processo di auto-organizzazione del proletariato, vorremmo vedere parlamenti, prigioni, banche andare tutte a fuoco ed il capitalismo ridotto in cenere!


In linea generale la borghesia ungherese ha perso la battaglia per la competizione degli investimenti regionali con gli altri paesi ex-bolscevchi dell’area. Dal momento che in questa area le classi dominanti vogliono essere conformi alla regole della UE, si rendono necessari investimenti e avanzamenti. Come sempre, si costruiscono  autostrade per accelerare i flussi dei capitali. Tuttavia, le speculazioni a danno del fiorino ed i vantaggi derivati dai tagli ai salari non sono sufficienti a finanziare il deficit di bilancio e la spesa pubblica, mentre i lupi del capitale degli altri paesi chiedono alla borghesia ungherese la parte che gli spetta. Nel frattempo la posizione del fiorino peggiora nei confronti dell’euro, per cui lo stato dell’economia tende al negativo. Il debito della borghesia ungherese in valuta straniera è gigantesco, corre di pari passo col debito pubblico, per cui aumenta la spesa per le importazioni e calano i profitti delle esportazioni. L’economia ungherese dipende molto dalle importazioni, il cui costo incide sul disavanzo della bilanzia commerciale senza poter contare sulle compensazioni derivanti dalle esportazioni. Quindi, il decficit viene spalmato su di noi lavoratori.


Il governo interviene in questa situazione annunciando aumenti dei prezzi in tutti i settori a partire dall’autunno. I capitalisti continuano la loro competizione, mentre aumenta l’impoverimento della classe lavoratrice. Devono aumentare i loro profitti per cui aumentano i tassi (il tasso d’acquisto generale ed il tasso di entrate) dal 15% al 20%, così salirà il prezzo dei seguenti beni: trasporti pubblici, petrolio, tabacco, alcool, gas, elettricità, alimentari, ecc., ecc. La forbice di aumento dei prezzi va da un minimo del 10% ad un massimo del 30%. Il governo intende far aumentare la produttività e diminuire la disoccupazione (mentre il tasso di disocupazione fa un balzo in su, per cui la manovrà peserà sui lavoratori attivi), far emergere il lavoro nero per fare cassa. Ma per fare ciò dovrebbe abbassare i minimi salariali. Dunque tocca donare il sangue! I prezzi dei medicinali crescono, lo stesso le ore di lavoro e le tasse scolastiche, si accorciano i tempi dei processi giudiziari, aumentano gli ispettori del fisco ( più) affinchè la borghesia possa risultare vittoriosa al più presto e noi paghiamo! Donare il sangue affinchè i vampiri di casa nostra possano alienare il loro bottino alle loro banche, mentre noi ci „godiamo” i terremoti, le inondazioni, i colpi di caldo provocati dal capitalismo.


Recentemente c’è stata un’inchiesta televisiva sulle cosiddette „riforme economiche” (in realtà si tratta di come sfruttare la classe operaia). L’84% (sic!) dei 6038 intervistati ritiene necessarie queste misure. Se gli intervistati earno tutti borghesi, niente di sorprendente; ma nel caso fossero stati lavoratori, ebbene sono tutti cascati nel famoso trucco di Canaan, per cui si paga dazio prima della salvezza futura. Cioè si è disposti a „morire di fame” in nome della nuova divinità del capitale, quel Moloch che possa migliorare le loro misere vite. Invece le fabbriche chiudono da Henkel a Mizo fino a Pecs, i licenziamenti sono all’ordine del giorno: ne sono previsti 12.500 nel pubblico impiego e più di 10.000 nell’istruzione. In base alle misure summenzionate, la borghesia spera di incamerare più di 350 miliardi di fiorini nel 2006 e 1000 miliardi di fiorni nel 2007.


Dagli anni del „cambio di potere” siamo stati testimoni delle difficoltà della borghesia ungherese. Ecco alcuni degli esempi più rilevanti: aumento del prezzo del petrolio fatto alla sprovvista durante il cosiddetto blocco dei taxisti; consolidamenti di banche fatti in modo dilettantesco; deficit venuto dal blocco dei lavori della metropolitana n°4, privatizzazioni fatte all’avventura, incertezza negli aumenti salariali, costruzione di autostrade. Son queste le cause di quel flusso di indebitamento che ha alzato il livello di impoverimento della classe lavoratrice. Per nascondere questo sfacelo ci hanno nutrito a base di nazionalismo: il 50° anniversario della rivoluzione proletaria del 1956 capita durante la visita in Ungheria del presidente americano Bush, il quale tesserà gli elogi di quella „guerra per l’indipendenza”. Questa pianificata politica di mercato rafforza pure l’orgoglio nazionale (e la santa famiglia di bolscevichi, socialdemocratici, nazisti, conservatori e liberali) così gli storici del capitalismo possono continuare a scribacchiare le loro insulse cronache. La „conviviale grandiosità” del discorso di Bush è offuscata dalle spedizioni militari del capitale contro il proletariato irakeno (il quale insieme al proletariato del Messico, del Cile, dell’Afghanistan e così via sta lottando contro l’inferno del capitalismo così come fanno i proletari ungheresi, lasciati a se stessi). Donare il sangue, per non associare le lotte proletarie in Francia con le nostre miserie. Donare il sangue, affinchè le continue manifestazioni, scioperi e rivolte in America Latina siano solo spettacolo per e finiscano nei recessi dll’alienazione entro il lunedì mattina.


I lavoratori delle fonderie hanno scioperato in giugno a Diósgyőr, chiedevano aumenti salariali. L’alleanza nazionale dei sindacati ha tenuto una manifestazione contro le misure del piano economico non molto tempo fa. C’erano 4000-5000 lavoratori alla manifestazione che criticavano solo il governo e ribadivano la loro fede nella democrazia. Ma iniziano a venir fuori le persone dotate di franchezza, che vanno oltre le critiche misurate al governo e che indicano come questo sistema vigente sia del tutto favorevole alla borghesia. Cioè quelli „messi bene”, che in un anno guadagnano più di quanto guadagni un operaio in tutta la sua vita, non devono „temere nulla”. Sono queste le cose che vorremmo sentire! L’opposizione di estrema destra si fa strada, i suoi attivisti sono ovunque. E’ ovvio che questi gangster politici sono incapaci di risolvere i problemi del capitalismo così come i loro fratelli gemelli della sinistra, dal momento che qui non siamo di fronte a un caso regionale ma a tendenze generali.


Il sistema capitalista vuole sempre maggiori profitti, estende i suoi servizi a tutte le sfere della vita quotidiana, „pratica l’economia” e cerca di impiegare meno lavoratori possibile al fine di aumentare lo sfruttamento. Il numero dei lavoratori espulsi dal mercato del lavoro capitalistico cresce continuamente in tutto il mondo –essi sono la folla condannata alla morte per consunzione. Al tempo stesso il capitalismo è obbligato a sfruttare quanti lavorarori possibile perchè così può aumentare la produzione ed i consumi. E’ ovvio che il capitalismo non è in grado di risolvere questa contraddizione. Insieme all’alto tasso di disoccupazione, vi sono anche le guerre dei capitalisti, le epidemie, i disatri ambientali e noi lavoratori siamo le vittime passive di tutto ciò. La nostra intera vita meccanica è confinata nell’organizzazione delle riproduzione quotidiana del lavoro, nei consumi, nella tolleranza della disciplina, nel mantenere una acquiescenza alienata, nell’istruirci per il futuro potere del lavoro. Siamo diventati anmali domestici educati all’etica borghese, macchine alienate che usano le cose della falsa coscienza. La globalizzazione capitalista vuole indebolire la classe lavoratrice, perciò cerca di dividerci e di spingere i lavoratori gli uni contro gli altri, peraltro riuscendovi. Il capitalismo deve negare la sua negazione al fine di riuscire a ostentare se stesso. Deve dividere e separare i lavoratori perchè questo è il prerequisito della sua esistenza. In questo cosiddeto periodo di pace, ci sono più guerre che mai, perciò è tempo  per l’internazionalismo di risorgere e di passare dalle lamentazioni all’opera di distruzione del capitalismo. Tutti i dibattiti, le analisi, le rivolte, i sabotaggi, gli scioperi ecc., devono incontrarsi al più presto possibile sulle „strada” della auto-organizzazione di classe, della nostra classe. Dobbiamo essere in grado di organizare noi stessi sulla base del programma comunista tramite una organica centralizzazione al fine di abolire tutti gli Stati, le frontiere e tutti i confini! Questo report è stato scritto in questa direzione. Avanti! (in italiano nel testo, ndt)


Barricade Collective

Luglio 2006


(traduzione a cura di FdCA-Ufficio Relazioni Internazionali)